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Spiagge Taormina: di sabbia fine o
sassolini
Sono molto numerose le spiagge a
Taormina e dintorni che meritano almeno
una visita.
Tra queste la spiaggia di Spisone, Isola
Bella, Mazzeo, Letojanni, Giardini Naxos
e Mazzarò.

Spisone si trova proprio nella baia di
Taormina e c’è sia un tratto di spiaggia
libera (in cui è molto difficile trovare
posto) sia alcuni stabilimenti. Tra
questi il lido Panasia è molto rinomato
e la sera diventa una discoteca di gran
moda.

La spiaggia di Mazzarò si trova proprio
sotto Taormina ed è raggiungibile con la
funivia. Questa spiaggia, non di sabbia
fine ma ciottolosa, non è molto larga e
spaziosa ma ci sono molti stabilimenti.
E' considerata una della spiagge più
belle di Taormina e nei mesi estivi è
sempre affollata.
La spiaggia più famosa di Taormina è
l’Isola Bella, una piccolissima isola
che si trova in una posizione suggestiva
nella Baia di Taormina e che quando c’è
bassa marea è collegata alla terraferma
da un lembo di terra.
D’estate è molto affollata e sia nei
lidi che sulla spiaggia libera per
trovare posto bisogna andare la mattina
presto. Anche questa spiaggia si
raggiunge tramite funivia.

Se la vostra è una vacanza con bambini
la spiaggia Recanati a Giardini Naxos è
l’ideale. In questa spiaggia ci sono
infatti tutte le strutture necessarie
per le famiglie, lidi, bar, ristoranti e
la sabbia è fine.
A pochi passi dal mare ci sono poi hotel
e appartamenti in affitto.
A Giardini Naxos c’è poi un’altra
spiaggia, la più lunga di tutta la zona
di Taormina, che ha tratti di sabbia e
tratti sassosi. Anche qui ci sono sia
spiagge libere che stabilimenti.
Altre due spiagge di Taormina da
prendere in considerazione sono Mazzeo e
Letojanni, la prima di sabbia fina, la
seconda con sabbia più grossa e
sassolini
Dalle pittoresche spiagge di Mazzarò e
Isola bella alle nevi dell’Etna, in meno
di un’ora: è lo slogan sul quale
Taormina ha edificato le sue fortune
turistiche. E mai slogan pubblicitario è
stato così azzeccato, chiaro,
persuasivo.
“Basta un po’ di sole, in pieno inverno,
per popolare le spiagge di quest’isola
meravigliosa”, scriveva nei suoi cahiers
de voyage il francese Roger Peyrefitte,
negli anni del secondo dopoguerra “E
destandosi la mattina, aprendo le
finestre sul più azzurro e invitante dei
mari, c’è sempre per il turista
l’imbarazzo della scelta: meglio andare
al mare, oggi, o piazzare gli sci sul
cofano della macchina per andare a
sciare sull’Etna?…”.

Mare e neve, neve e mandorlo in fiore.
“Fu con questi incredibili accostamenti,
che sembravano il frutto di una fantasia
assai sbrigliata”, racconta il
giornalista taorminese Gaetano
Saglimbeni nel suo Album Taormina, “che
il pittore tedesco Ottone Geleng, nel
lontano 1864, conquistò i
super-diffidenti critici europei, li
sfidò a venire a Taormina per verificare
di persona se corrispondeva al vero
quello che vedevano nei suoi quadri
(mandorlo in fiore e neve, sullo sfondo
di un mare azzurrissimo), e gettò le
basi della industria del turismo, con
quella sua singolarissima sfida, dopo
aver convinto il proprietario di una
vecchia casa padronale sulle pendici del
teatro greco a improvvisare con poche
stanze per gli ospiti quello che sarà il
primo albergo di Taormina, il Timeo”.
Non erano per nulla fantasiosi, i quadri
del tedesco Otto Geleng. Mezzo secolo
dopo, l’inglese David Herbert Lawrence
scriveva nella novella Sole, durante il
suo soggiorno a Taormina, tra il 1920 ed
il ’22: “Alla fine di febbraio fu
all’improvviso molto caldo. I fiori dei
mandorli cadevano come neve rosa al solo
tocco della minima brezza. Erano
spuntati gli anemoni, piccoli fiori
setosi, gli asfodeli erano alti nei loro
boccioli bianchi e rosa; ed il mare era
d’un azzurro fiordaliso”.
Isola bella, Mazzarò, Spisone,
Copacabana, Mazzeo (al confine con
Letojanni), le splendide spiagge di
Taormina; e dall’altra parte, quelle del
Capo, di Villagonia, dirimpettaie dei
lidi di Giardini-Naxos, nella suggestiva
baia della prima colonia greca in
Sicilia

“Il più azzurro dei mari”, secondo
Peyrefitte; “d’un azzurro fiordaliso”,
per Lawrence; “azzurrissimo”, nei quadri
di Otto Geleng. Acque limpide, dai
colori estremamente cangianti, che
comprendono anche il “color perla del
primo mattino”, a leggere il De Amicis
del 1905, ed arrivano al “turchino di
certi tramonti”, secondo il Truman
Capote del 1951. Giochi di luce
spettacolari, affascinanti, provocati
dai riflessi del sole, dal verde che in
certe zone della costa è intensissimo,
dal colore delle rocce a picco sul mare,
dei faraglioni, delle alghe sui fondali.
Acque cangianti, soprattutto,
all’interno delle pittoresche grotte.
Suggestiva e famosissima la Grotta
azzurra, sui costoni del Capo
Sant’Andrea, dal lato dell’Isola bella.
Si entra in barca, in gruppi o
singolarmente. Per gli innamorati in
vacanza, ovviamente, è una tappa
d’obbligo, suggestiva ed esaltante come
poche.
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